Pregare Dio per i defunti

13 Dic

“Per ben comprendere il Purgatorio ci occorrerebbe comprendere il peccato; e, per questo, comprendere Dio, cui il peccato si oppone. Ed è precisamente quello che fanno le anime del Purgatorio. Ed è precisamente questo che è causa delle loro sofferenze: esse vedono e rimpiangono le loro follie, poichè hanno acquisito la sapienza; vedono e deplorano le loro rilassatezze, le loro mancanze, poichè sono illuminate, poiché sono nobilitate. Ed è una vera passione che esse portano al rifacimento del loro essere.”

Questa piccola pubblicazione, più che essere una biografia esaustiva sulla figura di Natuzza Evolo, la mistica calabrese dei nostri tempi per la quale è stato avviato un processo di beatificazione, è un piccolo manuale che prendendo spunto proprio dall’esperienza mistica di questa donna di Dio sul Purgatorio, ci aiuta a riflettere sulla realtà e la concretezza di questa dimensione, esperienza che Dio Padre Misericordioso riserva alle anime imperfette. Così scopriamo, in breve, quanto sia importante per le anime purganti, la devozione dei vivi verso Maria e la pratica dell’elemosina in loro favore insieme al cosiddetto “Atto eroico” già fortemente raccomandato da Papa Pio IX.

Ci fa molto bene leggere di questo tema, perchè oggi dimentichiamo spesso il fine ultimo della nostra vita. Dimentichiamo che il Purgatorio esiste, come il Paradiso e l’inferno, e che ci sono anime che nel nostro oggi, altrove, trascorrono il loro tempo di “rigenerazione” sperando, cercando anche la nostra collaborazione. Anche noi, qui e ora, ognuno con la propria vita e nella propria condizione, abbiamo un ruolo importantissimo nella storia della salvezza. Siamo chiamati ad essere collaboratori della Grazie per i fratelli defunti. Sembrerebbero storie di fantascienza che gli scettici deridono mentre i non credenti scuotono il capo. Leggiamo del Purgatorio da un punto di vista dogmatico e lo ritroviamo nelle esperienze del Santo Curato d’Ars e di S. Ignazio di Loyola, di S. Giovanni Bosco e della Beata Anna Schaffer. Tutti sognatori? Tutti fessi? Eppure la Chiesa li onora e segue la loro traccia.

In sole 20 pagine, nella terza sezione del libro, l’autore ci offre la testimonianza su Natuzza Evolo (i cui dati biografici vengono brevemente introdotti dopo la prefazione). Nè medium, nè maga, non ciarlatana o santona – la pazienza, l’umiltà di Natuzza nella prova della sofferenza e della persecuzione, ci convincono della sua mitezza e ispirazione. “Chi potrà mai salvarsi?” – chiedeva infatti S. Antonio abate. “L’umiltà!” – era la risposta. Natuzza pare abbia vissuto la piccolezza evangelica, l’abbassamento, e la Chiesa oggi, prudente e amorevole, fa le sue indagini, cerca testimoni, ascolta esperienze e ricordi di quanti hanno conosciuto questa donna. Nel frattempo, nulla qui pare contraddire l’insegnamento della Chiesa circa le realtà ultime.

Troviamo l’esperienza di numerosi testimoni cui Natuzza richiese suffragi, preghiere e opere di misericordia per parenti defunti di cui ella non poteva essere a conoscenza. Risposte sul destino di questo o quel defunto. Piccoli e grandi episodi di conoscenza della dimensione del Purgatorio che stupiscono in un primo momento, ma portano poi ad una riflessione più profonda. Questo libretto – corredato di una lunga Appendice contenente le preghiere per gli agonizzanti e quelle per i defunti – viene ad aiutare il nostro cammino, ricordandoci che esso, su questa terra, non durerà per sempre. E io? – chiediamoci. E noi? E dove va a finire questo mondo? Dove vanno a finire i nostri dèi materiali, le cose, le case, i denari, le ideologie, i puntigli, i dispetti, le opere pie? E se toccasse a noi? Pregherà qualcuno per noi? Come educhiamo le generazioni che vengono dopo di noi? Ci ricorderanno? Ci vedono compiere opere di misericordia oppure abbiamo paura di parlare loro del Cielo, della morte, della necessità di santificare la vita?

*** Stanzione, Marcello, Natuzza Evolo e le Anime del Purgatorio, Udine, Edizioni Segno, pp. 187

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